Meteo, ECMWF ribalta settembre: aria fredda dall’Est Europa pronta a raggiungere l’Italia

Una vasta manovra atmosferica sta prendendo forma sull’Europa e potrebbe cambiare completamente il volto di settembre: i prossimi aggiornamenti diranno quanto l’Italia finirà nel suo mirino.

La terza decade di settembre potrebbe segnare un cambio di passo molto più netto rispetto alle normali oscillazioni termiche di fine estate. Le ultime elaborazioni deterministiche del modello europeo ECMWF continuano infatti a proporre, indicativamente dal 22-23 settembre, la discesa di una massa d’aria continentale decisamente fredda per il periodo, richiamata dall’Europa orientale verso il Mediterraneo centrale. Se questa configurazione trovasse conferma, l’Italia entrerebbe in una fase dal sapore pienamente autunnale, con temperature in forte diminuzione, venti sostenuti dai quadranti nordorientali e un possibile ritorno delle piogge soprattutto lungo il versante adriatico e al Centro-Sud.

Il cambiamento sarebbe provocato da una profonda ondulazione della circolazione atmosferica europea. ECMWF ipotizza l’affondo di una saccatura di origine subpolare sull’Atlantico orientale, con una depressione capace di spingersi verso la Penisola Iberica e le coste del Marocco. Sul suo lato orientale risalirebbe invece un promontorio anticiclonico particolarmente pronunciato, disposto lungo i meridiani dell’Europa occidentale e proiettato fino alla Scandinavia.

Questa rimonta dell’alta pressione verso le alte latitudini avrebbe un ruolo determinante, poiché contribuirebbe a isolare un nucleo depressionario tra il Baltico, la Russia occidentale e l’Europa orientale. Sul bordo meridionale di questa struttura inizierebbe così a scorrere aria più fredda continentale, diretta prima verso i Balcani e successivamente verso l’Adriatico e l’Italia. Si tratterebbe di una circolazione da est o nord-est, molto diversa dalle perturbazioni atlantiche che normalmente raggiungono la Penisola da Francia e Spagna.

Le regioni maggiormente esposte al calo termico

Nello scenario attualmente mostrato da ECMWF, la diminuzione delle temperature interesserebbe inizialmente il Nord-Est, con Friuli-Venezia Giulia, Veneto ed Emilia-Romagna esposti all’ingresso delle correnti orientali attraverso l’alto Adriatico. L’aria più fredda scivolerebbe poi verso Marche, Abruzzo, Molise e Puglia, raggiungendo progressivamente anche Umbria, Lazio orientale, Campania, Basilicata e Calabria.

Il calo più evidente potrebbe concentrarsi proprio sulle regioni adriatiche e sul Centro-Sud, dove ECMWF arriva a prospettare anomalie termiche negative nell’ordine di 6-7 °C rispetto alle medie della terza decade di settembre. Ciò non significa che arriverebbe improvvisamente l’inverno, ma le temperature massime potrebbero scendere sensibilmente, mentre durante la notte e nelle prime ore del mattino il clima diventerebbe decisamente fresco nelle vallate alpine, sulla Pianura Padana, nelle conche appenniniche e nelle zone interne del Centro.

Gli effetti potrebbero risultare più contenuti sul Nord-Ovest, sulla Liguria, sull’alta Toscana e sulla Sardegna, almeno nella prima fase, perché la disposizione delle correnti orientali favorirebbe soprattutto il versante opposto della Penisola. Molto dipenderà tuttavia dall’esatta posizione del nucleo freddo e dall’eventuale formazione di una depressione secondaria sul Mediterraneo.

Non soltanto freddo: attenzione alla risposta del Mediterraneo

L’ingresso dell’aria continentale sopra mari ancora molto caldi potrebbe accentuare l’instabilità atmosferica. Le regioni maggiormente esposte alle correnti orientali, dalle Marche alla Puglia passando per Abruzzo e Molise, potrebbero assistere allo sviluppo di rovesci e temporali, con fenomeni localmente intensi lungo le coste e nelle aree appenniniche. Una successiva rotazione della circolazione potrebbe coinvolgere anche il basso Tirreno, la Campania, la Calabria e la Sicilia settentrionale.

L’eventuale formazione di un minimo depressionario sul medio o basso Adriatico renderebbe il peggioramento più organizzato e persistente, mentre un nucleo freddo più orientale lascerebbe l’Italia ai margini, producendo soprattutto vento e una diminuzione delle temperature. È dunque prematuro definire distribuzione e intensità delle precipitazioni, mentre appare più significativo il segnale relativo a un possibile cambio della circolazione generale europea.

Uno scenario suggestivo, ma ancora da confermare

La distanza temporale impone prudenza, perché la fase più rilevante viene collocata oltre una settimana e riguarda una configurazione atmosferica particolarmente delicata. La corsa deterministica di ECMWF insiste da diversi aggiornamenti sull’irruzione orientale, ma il quadro ensemble, formato da numerose simulazioni alternative, non mostra ancora una convergenza sufficiente per considerarla una previsione consolidata.

Basterebbe uno spostamento dell’alta pressione verso ovest o verso est per modificare completamente la traiettoria dell’aria fredda: nel primo caso il nucleo continentale potrebbe entrare direttamente sull’Italia, mentre nel secondo rimarrebbe confinato tra Balcani, Grecia e Mar Nero. I prossimi aggiornamenti saranno quindi decisivi per stabilire se la terza decade di settembre porterà soltanto un ridimensionamento delle temperature oppure la prima vera offensiva fredda dell’autunno 2026.

Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it