Meteo, in arrivo Forte Maltempo Estremo: ecco le regioni a rischio Nubifragi

Il ciclone Martinho, dopo aver colpito Spagna e Portogallo con violente tempeste, si dirige verso l’Italia portando nubifragi e grandinate nel weekend, con Liguria, alta Toscana e Friuli Venezia Giulia a maggior rischio alluvioni.

Un potente sistema ciclonico di origine atlantica, denominato Martinho, è attualmente in movimento verso l’Italia dopo aver colpito duramente la Penisola Iberica con condizioni meteorologiche estremamente gravi che hanno già causato vittime e ingenti danni sia in Portogallo che in Spagna, dove l’impatto è stato devastante soprattutto nelle regioni meridionali come l’Andalusia. La violenta perturbazione atlantica, che ha già scatenato venti con raffiche superiori ai 150 km/h, mareggiate con onde alte fino a 6-7 metri e precipitazioni di carattere alluvionale sulle coste occidentali portoghesi a partire dal 19 marzo, estenderà la sua influenza fino al Mediterraneo centrale nel fine settimana, provocando condizioni di maltempo estremo anche sull’Italia.

Secondo le analisi dei principali centri di previsione meteorologica, l’approfondimento della vasta depressione sui mari italiani determinerà un richiamo di aria molto umida e calda dai quadranti meridionali che, incontrando le correnti più fredde di origine atlantica, creerà le condizioni ideali per lo sviluppo di fenomeni temporaleschi particolarmente intensi. Questa configurazione atmosferica rappresenta la vera energia potenziale per la genesi di eventi meteo estremi, con un alto rischio di nubifragi, grandinate e trombe d’aria soprattutto nelle regioni centro-settentrionali del Paese, dove i terreni, già saturi per le recenti precipitazioni, difficilmente potranno assorbire ulteriori quantità d’acqua.

Le previsioni meteorologiche indicano che nella giornata di venerdì 21 marzo il tempo inizierà gradualmente a deteriorarsi, con l’arrivo delle prime nuvole e precipitazioni di moderata intensità che interesseranno principalmente la Liguria e il Piemonte nelle ore serali. Tuttavia, sarà durante il fine settimana che si assisterà al culmine della perturbazione, quando si prevede che la situazione meteorologica peggiori significativamente con l’arrivo di piogge via via più diffuse e intense su gran parte del Centro-Nord Italia, mentre il Sud rimarrà marginalmente interessato dal sistema perturbato grazie alla protezione offerta dall’anticiclone africano.

La fase più critica è prevista tra sabato 22 e domenica 23 marzo, quando il rischio di eventi meteorologici estremi raggiungerà il suo apice: le zone maggiormente esposte saranno la Liguria di Levante, l’alta Toscana e il Friuli Venezia Giulia, regioni dove si attendono le precipitazioni più abbondanti con cumulate di pioggia che potrebbero superare i 100-200 millimetri in poche ore, equivalenti all’intera quantità di pioggia che normalmente si registra nell’intero mese di marzo. La particolare conformazione orografica di queste aree, unitamente alle correnti meridionali cariche di umidità, contribuirà a intensificare ulteriormente i fenomeni, aumentando il rischio di esondazioni dei corsi d’acqua e alluvioni lampo in particolare nelle zone collinari e montuose.

La situazione appare particolarmente preoccupante considerando che questi territori sono stati già colpiti da abbondanti precipitazioni nelle scorse settimane, con episodi di criticità idrogeologica che hanno interessato diverse aree del Centro-Nord. I terreni, non avendo avuto tempo sufficiente per drenare l’acqua delle piogge precedenti, si presentano già completamente saturi, circostanza che aumenta notevolmente il rischio di allagamenti, frane e smottamenti anche con quantitativi di pioggia relativamente contenuti. Lorenzo Tedici, meteorologo del sito IlMeteo.it, ha sottolineato che la Toscana sarà nuovamente una delle regioni più colpite dalle piogge intense, con la possibilità di nubifragi nelle zone già vulnerabili.

Il meccanismo meteorologico alla base di questo evento estremo è rappresentato dal cosiddetto “fiume atmosferico”, un intenso flusso umido a basse e medie quote della troposfera (tra i 1000 e i 3000 metri d’altezza) che trasferisce enormi quantitativi di vapore acqueo dalle latitudini tropicali verso l’Europa. Questi corridoi di aria molto umida, richiamati dai singoli cicloni extratropicali come Martinho, possono dar luogo allo sviluppo di celle temporalesche autorigeneranti di notevole intensità, capaci di scaricare al suolo ingenti quantità d’acqua in tempi relativamente brevi e su aree geografiche limitate, rendendo estremamente difficile la previsione puntuale del loro impatto sul territorio.

Le autorità competenti stanno monitorando attentamente l’evoluzione della situazione meteorologica: la Protezione Civile ha già diramato bollettini di allerta per le regioni potenzialmente più esposte, invitando la popolazione a prestare la massima attenzione durante gli spostamenti, specialmente nelle zone vicine ai corsi d’acqua, dove i temporali potrebbero insistere per periodi prolungati. Particolare attenzione viene riservata anche alle aree montuose e collinari, dove l’intensità delle precipitazioni, unita alla pendenza del terreno, potrebbe favorire fenomeni di rapido ruscellamento superficiale con conseguente trasporto di detriti verso valle.

Sebbene la perturbazione sia prevista attenuarsi nella giornata di domenica, con un graduale miglioramento a partire dalle regioni centrali, gli esperti avvertono che questo evento segnerà l’inizio di un periodo di instabilità atmosferica che potrebbe protrarsi fino ai primi giorni di aprile, con una serie di perturbazioni atlantiche pronte a colpire la penisola italiana da nord a sud. Le temperature, influenzate dalle correnti meridionali, si manterranno su valori relativamente miti, con la quota neve generalmente superiore ai 1500-1600 metri sulle Alpi, mentre risulteranno particolarmente elevate all’estremo Sud e in Sicilia, dove potrebbero superare agevolmente i 20 gradi centigradi.

La situazione meteorologica attuale riflette un andamento climatico sempre più caratterizzato da eventi estremi e localizzati, che pongono sfide significative per i sistemi di previsione e di allerta precoce. Il monitoraggio in tempo reale dell’evoluzione dei fenomeni atmosferici diventa quindi fondamentale per minimizzare l’impatto di questi eventi sul territorio e sulle comunità, attraverso l’adozione tempestiva di misure preventive e la diffusione di informazioni accurate alla popolazione. La pausa primaverile che sembrava essersi instaurata con l’equinozio di primavera del 20 marzo, caratterizzato da condizioni di bel tempo e cielo sereno, si rivela quindi soltanto una breve parentesi in un contesto meteorologico particolarmente dinamico e potenzialmente pericoloso.