Meteo, Crollo delle Temperature in arrivo: dal Caldo al Freddo Invernale in meno di 24 ore

Nel primo weekend di aprile l’Italia vivrà un ribaltamento meteorologico eccezionale: da temperature quasi estive sabato 5 aprile a condizioni invernali domenica 6, con un crollo termico di 10°C in poche ore causato dall’irruzione di aria artica russa.

Un drammatico ribaltamento delle condizioni meteorologiche sta per abbattersi sull’Italia nel primo weekend di aprile, con un passaggio rapidissimo da temperature quasi estive a un ritorno improvviso dell’inverno che sorprenderà molti italiani impreparati. Le ultime elaborazioni dei modelli previsionali confermano l’arrivo di una potente massa d’aria fredda di origine artica che, a partire da domenica 6 aprile, investirà la penisola provocando un crollo verticale delle temperature e condizioni di maltempo diffuso, contrastando in maniera netta con la situazione di stabilità atmosferica e caldo anomalo che caratterizzerà invece la giornata di sabato 5 aprile, quando l’anticiclone africano raggiungerà il suo apice con temperature primaverili su gran parte del territorio nazionale.

La giornata di sabato si presenterà come l’emblema di una primavera già matura, con un campo di alta pressione di origine sub-tropicale che garantirà condizioni di stabilità atmosferica e temperature decisamente superiori alle medie stagionali, specialmente nelle regioni del Centro-Nord dove i termometri potranno raggiungere valori tipicamente osservati a fine maggio, con massime intorno ai 22-23°C in numerose città, e punte persino superiori in alcune zone particolarmente favorite come il fondovalle dell’Alto Adige e la Sardegna, dove non si escludono picchi fino a 25-26°C nelle ore più calde della giornata, configurando una situazione di caldo quasi estivo decisamente anomalo per il periodo.

Questa parentesi di clima mite e soleggiato si rivelerà tuttavia estremamente effimera, poiché nel giro di sole ventiquattro ore l’intero quadro meteorologico subirà una trasformazione radicale a causa dell’irruzione di correnti d’aria gelide di estrazione artica in discesa dalla Russia, che provocheranno un autentico ribaltamento delle condizioni meteorologiche sull’Italia, particolarmente pronunciato nelle regioni settentrionali e lungo la fascia adriatica, dove è previsto un tracollo termico di ben 8-10°C nel giro di pochissime ore, riportando le temperature su valori tipicamente invernali e creando una situazione di forte disagio per i cittadini che, dopo aver assaporato un anticipo d’estate, si ritroveranno improvvisamente catapultati in pieno inverno.

Il meccanismo che determinerà questo shock termico è legato alla dinamica atmosferica che vedrà una circolazione depressionaria attualmente presente su gran parte dell’Europa, caratterizzata anche da connotati freddi sui settori centro-settentrionali, ruotare progressivamente in senso meridiano grazie all’avanzata dall’Atlantico centrale di un’area di alta pressione, una configurazione che favorirà la discesa di aria gelida dal cuore della Russia verso il Mediterraneo, investendo in particolare la nostra penisola e provocando un vero e proprio ribaltone meteorologico che avrà il sapore di un ritorno a pieno inverno, con una situazione barica che ricorda le classiche configurazioni che solitamente interessano il nostro Paese durante la stagione fredda.

Lo scontro tra masse d’aria completamente diverse, con il freddo in arrivo che andrà a scontrarsi con il caldo preesistente, creerà le condizioni ideali per lo sviluppo di forte instabilità atmosferica, con potenti celle temporalesche che si formeranno inizialmente sul Triveneto per poi estendersi rapidamente verso le regioni centrali adriatiche e successivamente al Sud, accompagnate localmente anche da grandinate, specialmente nelle aree dove il contrasto termico risulterà più marcato, un fenomeno particolarmente insidioso che potrebbe causare danni significativi alle colture già in fase avanzata di sviluppo a causa del precedente periodo mite.

Particolarmente rilevante sarà anche il ritorno della neve a quote insolitamente basse per la stagione primaverile, con fiocchi che potranno scendere fino a 500 metri di altitudine entro la serata di domenica nelle zone interne dell’Appennino, mentre precipitazioni nevose interesseranno anche le Alpi occidentali con la possibilità di nevicate fino a quote molto basse, creando un paesaggio decisamente invernale in piena primavera, un evento che, seppur non del tutto eccezionale per il mese di aprile, risulta comunque significativo per la sua intensità e per il contrasto con le condizioni quasi estive che lo precederanno.

La fase di freddo anomalo non si esaurirà rapidamente, ma ci accompagnerà almeno fino all’avvio della prossima settimana, con temperature che si manterranno ben al di sotto delle medie stagionali su molte regioni italiane, in particolare lungo la fascia adriatica e al Sud, dove l’afflusso di aria gelida risulterà più persistente, configurando una situazione di disagio termico che potrebbe protrarsi per diversi giorni, con valori termici che, specialmente nelle ore notturne, potrebbero scendere fino a ridosso dello zero anche in pianura nelle regioni del Nord, mentre le massime faticheranno a superare i 10-12°C su gran parte del territorio nazionale.

Questo drammatico cambiamento delle condizioni meteorologiche rappresenta un classico esempio della estrema variabilità atmosferica che caratterizza il periodo primaverile, quando le masse d’aria di origine polare possono ancora influenzare il clima mediterraneo, creando situazioni di forte contrasto termico e instabilità, eventi che, sebbene non del tutto insoliti per la stagione, risultano particolarmente rilevanti quando si manifestano con tale intensità e rapidità, come nel caso attuale, in cui il passaggio da condizioni quasi estive a un ritorno dell’inverno avverrà nell’arco di sole ventiquattro ore, configurando uno degli sbalzi termici più significativi degli ultimi anni.