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Garlasco, l’ossessione per Stasi: parla Sempio

Andrea Sempio interviene in diretta a Quarto Grado per smentire la presunta ossessione per Alberto Stasi, definendo i riferimenti al condannato come semplici reazioni a eventi mediatici.

Il caso del delitto di Garlasco torna prepotentemente al centro dell’attenzione mediatica con un intervento a sorpresa di Andrea Sempio, l’uomo attualmente indagato per concorso nell’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli. Durante la puntata di Quarto Grado andata in onda venerdì 28 novembre su Rete 4, il trentasettenne ha inviato un messaggio in tempo reale alla giornalista Martina Maltagliati per smentire categoricamente una delle speculazioni più ricorrenti che lo riguardano: quella di nutrire un’ossessione nei confronti di Alberto Stasi, l’ex fidanzato della vittima condannato in via definitiva a sedici anni di reclusione per lo stesso omicidio.

L’intervento di Sempio si inserisce in un momento particolarmente delicato delle nuove indagini avviate dalla Procura di Pavia nel marzo 2025, che hanno riportato il commesso di origini vigevanesi sotto i riflettori giudiziari per la terza volta nell’arco di diciotto anni. La questione della presunta ossessione per Stasi era stata sollevata nel corso della trasmissione condotta da Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero, in particolare dal giornalista Carmelo Abbate, il quale aveva dichiarato che tale elemento sarebbe emerso dal profilo psicologico tracciato dal RaCIS, il Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche incaricato dalla Procura di analizzare la personalità dell’indagato.

Nel suo messaggio letto in diretta, Sempio ha circoscritto con precisione i propri riferimenti ad Alberto Stasi, sostenendo che le sue osservazioni siano state esclusivamente reazioni estemporanee ad eventi mediatici. “Quando era uscita l’intervista di Stasi alle Iene avevo scritto sicuramente ‘Stasi lo stanno facendo santo’. Fine”, ha precisato l’indagato, evidenziando come i suoi commenti sul condannato siano sempre stati conseguenza diretta di apparizioni pubbliche di quest’ultimo e non il frutto di una riflessione costante o di un interesse morboso. Per quanto concerne i diari personali sequestrati dagli inquirenti presso la sua abitazione e quella dei genitori, Sempio ha ridimensionato significativamente la portata dei riferimenti a Stasi, affermando che nei suoi quaderni non si troverebbero grosse riflessioni sul condannato ma soltanto frasi di poche parole sparse qua e là, senza alcun valore sistematico o ossessivo.

Uno degli elementi più controversi che hanno alimentato le speculazioni riguarda un post pubblicato da Sempio su Facebook il 17 dicembre 2014, giorno della condanna in appello bis per Alberto Stasi. L’immagine mostrava un disegno ispirato al Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry, accompagnato dalla frase “L’essenziale è invisibile per gli occhi… non dimenticare il mio segreto”. La pubblicazione era stata interpretata da alcuni osservatori come un messaggio indiretto rivolto a Stasi, considerando anche che il celebre racconto sarebbe stato uno dei libri preferiti dell’ex fidanzato di Chiara Poggi. Il disegno raffigurava una figura femminile che alcuni avevano associato alla vittima e un uomo biondo con occhiali che richiamava le sembianze di Stasi. Già nel 2017 la trasmissione Quarto Grado aveva diffuso l’immagine, e allora Sempio aveva commentato semplicemente che si trattava di un bel disegno di uno dei suoi libri preferiti, senza ammettere alcun collegamento con il caso giudiziario.

Nella sua replica del 28 novembre, l’indagato ha respinto fermamente questa interpretazione, ribadendo che quelle citazioni non avevano nulla a che vedere con il fidanzato di Chiara Poggi e definendole interpretazioni forzate, collegamenti costruiti da altri senza alcun fondamento reale. “L’ossessione per Stasi però proprio no, la smentisco a meno che non inizino a prendere cose a caso riferendole a lui”, ha concluso Sempio nel messaggio inviato durante la trasmissione.

Il profilo psicologico al quale ha fatto riferimento Carmelo Abbate è stato commissionato dalla Procura di Pavia al RaCIS nei mesi scorsi, con l’obiettivo di analizzare la personalità dell’indagato attraverso l’esame del materiale sequestrato presso le sue abitazioni, tra cui appunti, diari, quaderni e bigliettini. Dalle indagini tradizionali sarebbero emersi anche alcuni scritti particolarmente significativi, tra cui biglietti recuperati dai cassonetti nei quali Sempio avrebbe annotato frasi come “Ho fatto cose talmente brutte che nessuno può immaginare” e “inimmaginabili”. Tali annotazioni, sebbene prive di riferimenti espliciti all’omicidio di Chiara Poggi, sono state considerate dagli inquirenti come ulteriori tasselli di un complesso mosaico che include l’impronta 33 attribuita a Sempio sul muro delle scale dove fu rinvenuto il corpo della vittima e le tracce di DNA compatibili con la sua linea paterna trovate sotto le unghie di Chiara.

Sul fronte della difesa, gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia hanno sempre sostenuto la tesi del contatto indiretto per spiegare la presenza del DNA del loro assistito sulla vittima, ipotizzando che Chiara possa aver toccato oggetti precedentemente maneggiati da Sempio durante le sue frequenti visite a casa Poggi per giocare con il fratello Marco. I legali hanno inoltre ridimensionato la portata dei dati biostatistici emersi dall’incidente probatorio, precisando che non si tratterebbe di una perizia completa e che le risultanze confermerebbero semmai che la comparazione non è individualizzante e che il DNA rinvenuto è misto.

La questione dell’ossessione per Stasi si intreccia con le dinamiche più ampie dell’inchiesta, in un contesto nel quale la Procura di Pavia avrebbe ricostruito anche un possibile movente per l’omicidio. Gli investigatori stanno infatti analizzando la frequentazione di Sempio della casa di via Pascoli, dove insieme all’amico Marco Poggi trascorreva tempo giocando alla PlayStation, talvolta anche nella tavernetta situata nel seminterrato, lo stesso luogo in cui fu rinvenuto il corpo martoriato di Chiara. Tra gli elementi sotto esame figura anche la circostanza che Sempio possa aver avuto accesso al computer di Chiara, sul quale era conservato un video intimo tra lei e Alberto Stasi, circostanza che Marco Poggi avrebbe riferito agli inquirenti.

L’intervento in diretta di Sempio rappresenta l’ennesimo tentativo dell’indagato di sottrarsi al vortice delle interpretazioni che lo circondano da quando, nel marzo 2025, le nuove indagini hanno riacceso i riflettori sulla sua figura. Il commesso ha più volte lamentato una certa invadenza mediatica nei propri confronti e nei confronti dei familiari, ed era già intervenuto pubblicamente in diverse occasioni per respingere le accuse e fornire la propria versione dei fatti. La polarizzazione dell’opinione pubblica sul caso ha raggiunto livelli tali da indurre lo stesso conduttore Gianluigi Nuzzi a richiamare l’attenzione sul fatto che al centro della vicenda rimane una vittima, Chiara Poggi, trucidata a ventisei anni nella sua abitazione.

L’avvocata Giada Bocellari, che insieme al collega Antonio De Rensis difende Alberto Stasi, ha dichiarato in un’intervista che rispetto a quanto finora emerso ci sarebbero molti più elementi nei confronti di Sempio di quanti ce ne fossero nei confronti di Stasi al momento della sua condanna, pur precisando che senza prove Sempio andrebbe comunque assolto e che il fine di tutto rimane quello di dare giustizia a Chiara. La difesa di Stasi attende la chiusura delle indagini per valutare se procedere con una richiesta di revisione della condanna del proprio assistito, attualmente detenuto in regime di semilibertà presso il carcere di Bollate. Le indagini della Procura di Pavia procedono verso una possibile richiesta di rinvio a giudizio per Sempio, che potrebbe arrivare all’inizio del 2026, con la prospettiva di svelare in primavera l’intero quadro accusatorio costruito dai pubblici ministeri Stefano Civardi, Valentina De Stefano e Giuliana Rizza. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!