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Bologna, Cavi tranciati su linee ferroviarie: tre sabotaggi in poche ore

Cavi tranciati, incendi e ordigni rudimentali: tre episodi in meno di un giorno paralizzano la rete ferroviaria tra Bologna e il Nord-Est. Sotto la lente gli ambienti anarchici.

In meno di ventiquattro ore la rete ferroviaria dell’Emilia-Romagna è stata teatro di tre distinti episodi di danneggiamento, tutti concentrati lungo direttrici nevralgiche del traffico ferroviario nazionale. La Digos e la Polfer stanno indagando sull’origine degli atti, che secondo le prime ipotesi potrebbero essere riconducibili ad ambienti anarchici antagonisti, già protagonisti in passato di azioni dimostrative contro infrastrutture pubbliche in occasione di grandi eventi internazionali. A rafforzare il sospetto, tra gli investigatori, è il riferimento ai Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina 2026, ritenuti possibili bersagli simbolici di proteste ideologiche, come già avvenuto in Francia nel 2024 in contesti analoghi.

Il primo e più grave degli episodi è avvenuto nei pressi della stazione centrale di Bologna, dove alcuni cavi elettrici sono stati tranciati deliberatamente. Il danno ha mandato in tilt il nodo ferroviario bolognese, cuore del traffico dell’Alta Velocità italiana, causando ritardi fino a 90 minuti e costringendo alla cancellazione o alla limitazione di numerosi treni regionali. La circolazione sotterranea AV è stata temporaneamente sospesa e solo dopo l’intervento dei tecnici di Rfi, autorizzati dalla Polfer, è stato possibile ripristinare in sicurezza i binari coinvolti, con una graduale riapertura prima verso Milano e Verona, poi anche verso Venezia.

Un secondo episodio è stato registrato poco distante, lungo la linea Bologna-Venezia, all’altezza di Castel Maggiore, dove un incendio doloso ha interessato uno scambio ferroviario. Le fiamme hanno danneggiato i cavi per il rilevamento della velocità, rendendo necessario l’instradamento dei convogli su un binario alternativo sopraelevato. Anche in questo caso, nonostante l’assenza di rivendicazioni, gli inquirenti propendono per un’azione intenzionale, coerente con una strategia di sabotaggio pianificata.

Infine, un ordigno rudimentale è stato rinvenuto e disinnescato sulla linea Bologna-Padova. Il congegno, posizionato su uno scambio, è stato scoperto prima che potesse esplodere, evitando conseguenze potenzialmente drammatiche sulla circolazione e sull’incolumità degli operatori. Le tre azioni, sebbene diverse per modalità, sarebbero avvenute a poche ore di distanza l’una dall’altra, con tempistiche tali da far ipotizzare un disegno coordinato.

Gli investigatori mantengono il massimo riserbo, ma l’attenzione è ora rivolta verso frange anarchiche che, in passato, hanno già mostrato interesse a colpire infrastrutture ferroviarie come forma di lotta contro lo Stato e il “grande evento” percepito come simbolo del sistema capitalistico. Le indagini sono in corso per individuare eventuali collegamenti tra i tre episodi e verificare se esistano analogie con precedenti azioni già archiviate o in fase di analisi. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!