Mentre l’alta pressione torna a occupare il Mediterraneo e prepara giornate più luminose e miti, sull’Europa settentrionale prende forma una circolazione che minaccia di interrompere la tregua autunnale proprio nel prossimo fine settimana. Il passaggio dalla stabilità alle piogge dipenderà dal movimento di un vortice freddo in quota, destinato ad avvicinarsi alla Francia e a riaprire la strada alle correnti umide verso una parte dell’Italia.
L’anticiclone raggiungerà il massimo sviluppo tra giovedì 15 e venerdì 16 ottobre 2026, favorendo condizioni generalmente asciutte e pomeriggi miti. I primi segnali di cedimento si collocano sabato 17 ottobre, quando gli scenari più dinamici indicano precipitazioni sul Nord-Ovest, su parte del versante tirrenico, sulla Sardegna e sulla Sicilia orientale, mentre altre simulazioni mantengono ancora una maggiore stabilità.
La giornata decisiva per un peggioramento più organizzato sarà domenica 18 ottobre: lo scenario del modello del Met Office prospetta piogge e rovesci al Nord e lungo il Tirreno, con un possibile interessamento fino alla Campania. Si tratta di un’estensione ancora da confermare, soprattutto nei settori più meridionali.
Sulle tempistiche permane una differenza significativa: ECMWF e il modello del Met Office anticipano il peggioramento a domenica 18, mentre GFS e ACCESS collocano la fase principale lunedì 19 ottobre. Il periodo da seguire è quindi quello compreso tra le due giornate, senza attribuire già adesso un orario preciso all’arrivo delle precipitazioni.
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Negli scenari più perturbati per domenica 18 ottobre, le aree esposte alle precipitazioni più abbondanti comprendono Liguria, Verbano e Ossola nel Piemonte settentrionale, Lombardia, Veneto, alta Toscana e gran parte della costa toscana. Per Verbano e Ossola il riferimento territoriale è la provincia del Verbano-Cusio-Ossola, senza estendere automaticamente i quantitativi maggiori a tutto il Piemonte.
In queste zone vengono prospettati accumuli localmente prossimi a 100 millimetri nell’arco di 24 ore, valori che, se confermati, potrebbero favorire criticità idrogeologiche locali. Sono picchi previsti nei settori maggiormente coinvolti dalle piogge persistenti, non quantitativi attesi uniformemente su tutte le regioni elencate.
Un accumulo di 100 mm equivale a 100 litri d’acqua per metro quadrato: per valutarne gli effetti conta anche come la pioggia si distribuisce durante la giornata, perché una parte consistente concentrata in poche ore può mettere maggiormente sotto pressione il drenaggio del terreno e dei centri abitati.
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Le indicazioni probabilistiche di ECMWF rafforzano soprattutto il coinvolgimento di Piemonte, Liguria, Lombardia occidentale e Toscana, individuati come i territori con maggiore probabilità di superare 5 mm di pioggia domenica 18. Questa soglia segnala la possibilità di precipitazioni apprezzabili, ma non conferma da sola i picchi di 100 mm.
All’estremo Sud entrerebbe invece in gioco anche aria più fresca da nord-est, con possibili rovesci sul nord-est della Sicilia, sulla Calabria ionica e sul Salento. Sulle Alpi, il raffreddamento in quota riporterebbe inoltre condizioni favorevoli alla neve oltre i 2.000 metri, sui rilievi raggiunti dalle precipitazioni. La posizione definitiva del vortice resta determinante: piccoli spostamenti possono cambiare sensibilmente le zone coinvolte e l’entità degli accumuli.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it
