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Referendum Giustizia, Grillo verso il Sì: il fondatore del M5S in linea con Toninelli e D’Uva

Beppe Grillo sarebbe orientato a votare Sì al referendum sulla riforma della giustizia. Già certi del voto favorevole Toninelli e D’Uva. Quasi un quarto degli elettori M5S la pensa come loro.
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Beppe Grillo si appresta a votare Sì al referendum sulla riforma della giustizia. L’indiscrezione arriva da fonti interne alla cerchia storica del fondatore del Movimento 5 Stelle, rimasta fedele a Grillo dopo l’uscita dall’orbita del partito guidato da Giuseppe Conte. Il silenzio del comico genovese sulla campagna referendaria è stato letto da più parti come un segnale inequivocabile: nessuna parola, nessun post, nessun tweet a sostegno del fronte del No.

A confermare l’orientamento favorevole alla riforma è la posizione pubblica assunta da Danilo Toninelli, considerato uno dei fedelissimi di Grillo. L’ex ministro ha dichiarato di condividere “tecnicamente” la riforma della giustizia, definendola migliorativa. “Meloni sta facendo una cosa giusta”, ha spiegato Toninelli, argomentando che il sorteggio dei membri togati del CSM “cancella le correnti” e rende l’organo “indipendente” dalla politica interna alla magistratura. Contestualmente, Toninelli ha attaccato Conte, accusandolo di aver “smantellato tutto” e di aver completato “l’opera di impossessamento del partito di Grillo e Casaleggio mantenendo il simbolo”.

Anche Francesco D’Uva, già capogruppo M5S a Montecitorio durante il governo Conte I, ha confermato il suo voto favorevole alla riforma. Sul fronte del Sì è impegnata anche l’ex parlamentare grillina Dalila Nesci, che ha partecipato a decine di appuntamenti a sostegno della riforma. A guidare la campagna digital e social del Comitato per il Sì c’è Pietro Dettori, già responsabile della comunicazione di Grillo e Casaleggio, e per anni autore dei post sul blog ufficiale del fondatore.

Il fenomeno non si limita ai volti noti. Secondo un recente sondaggio di YouTrend, il 22,9% degli elettori del Movimento 5 Stelle intende votare Sì al referendum. Un dato che rispecchia la frattura interna al movimento tra la base vicina a Grillo e quella che segue Conte, posizionato sul fronte del No. Tra i nomi che potrebbero votare Sì figurerebbero anche Chiara Appendino e Virginia Raggi, entrambe considerate vicine al fondatore nel conflitto con l’attuale leader pentastellato.

A motivare la posizione di Grillo contribuirebbero anche vicende personali: le recenti vicende giudiziarie che hanno coinvolto il figlio Ciro lo avrebbero indotto a riconsiderare la fiducia nelle toghe, storicamente radicata nella stagione moralizzatrice del primo grillismo. Non è estranea alla sua posizione nemmeno la coerenza ideologica: Grillo fu tra i primi a proporre il sorteggio come metodo di selezione anche per i parlamentari. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!