Addio a Val Kilmer, è morto a 65 anni l’indimenticabile volto di Top Gun e The Doors

L’attore statunitense è morto a Los Angeles all’età di 65 anni stroncato da complicazioni dovute a una polmonite, dopo aver superato un cancro alla gola. Protagonista di pellicole iconiche come ‘Top Gun’, ‘The Doors’ e ‘Batman Forever’, aveva recitato per l’ultima volta nel 2022.

Hollywood piange la scomparsa di Val Kilmer, attore statunitense celebre per le sue interpretazioni in pellicole iconiche come Top Gun, The Doors e Batman Forever. L’artista è deceduto a Los Angeles all’età di sessantacinque anni a causa delle complicazioni di una polmonite, come riferito dalla figlia Mercedes Kilmer al quotidiano New York Times. La notizia, diffusa nella giornata di ieri, segna la fine di una carriera cinematografica costellata di interpretazioni memorabili che hanno attraversato quattro decenni di storia del cinema americano.

L’attore, che nel 2014 aveva affrontato un cancro alla gola dal quale era riuscito a guarire dopo un intenso percorso di chemioterapia e un delicato intervento chirurgico alla trachea, aveva subito un significativo deterioramento della capacità vocale, condizione che aveva segnato profondamente gli ultimi anni della sua vita professionale. La malattia, nonostante fosse stata combattuta con successo, aveva lasciato conseguenze permanenti sulla sua salute, rendendo necessaria una tracheotomia che aveva compromesso irrimediabilmente le sue potenzialità espressive, tanto che nel suo ultimo film, Top Gun: Maverick del 2022, la produzione aveva dovuto ricorrere alla tecnologia dell’intelligenza artificiale per ricreare la sua voce.

Nato a Los Angeles il 31 dicembre 1959, Val Edward Kilmer proveniva da una famiglia dalle origini composite: scozzesi, irlandesi, svedesi e tedesche. La sua infanzia fu segnata dal divorzio dei genitori quando aveva soltanto otto anni e dalla tragedia della morte del fratello minore Wesley, annegato in una piscina nel 1977 all’età di quindici anni. Formatosi artisticamente alla prestigiosa Juilliard School di New York, istituzione nella quale entrò come il più giovane studente mai ammesso nella divisione di dramma, Kilmer mosse i primi passi nel mondo della recitazione attraverso il teatro, ambiente nel quale fu notato dal celebre regista Francis Ford Coppola, che gli propose un ruolo nel film I ragazzi della 56ª strada, opportunità che l’attore declinò per rimanere fedele alla compagnia teatrale di cui faceva parte.

Il debutto cinematografico avvenne nel 1984 con il film comico Top Secret!, nel quale interpretava Nick Rivers, una stella del rock americano involontariamente coinvolta in un complotto nella Germania dell’Est. La pellicola, oltre a rappresentare il suo esordio sul grande schermo, gli diede l’opportunità di mettere in luce anche le sue doti canore, registrando diversi brani confluiti successivamente in un album che prese il nome del suo personaggio. Dopo aver recitato nella commedia Scuola di geni nel 1985, la consacrazione definitiva arrivò con Top Gun di Tony Scott, film che incassò 344 milioni di dollari in tutto il mondo e lo rese celebre nel ruolo del tenente Tom Kazansky, soprannominato Iceman, antagonista e poi alleato del protagonista interpretato da Tom Cruise.

Tra le interpretazioni più significative della sua carriera resta memorabile quella di Jim Morrison nel film biografico The Doors, diretto da Oliver Stone nel 1991. Per prepararsi a questo ruolo, Kilmer si sottopose a un meticoloso processo di immedesimazione, trascorrendo quasi un anno a studiare la figura del leggendario frontman dei Doors, frequentando i locali che il cantante prediligeva sulla Sunset Strip e arrivando a una trasformazione talmente convincente che alcuni membri originali della band notarono una straordinaria somiglianza della sua voce con quella dell’artista scomparso. La critica cinematografica riconobbe unanimemente la straordinaria capacità dell’attore di incarnare lo spirito e l’essenza tormentata di Morrison, restituendo al pubblico un ritratto complesso e sfaccettato di una delle figure più emblematiche della controcultura americana.

Gli anni Novanta rappresentarono l’apice della sua carriera, con una serie di interpretazioni che ne consolidarono la reputazione come uno degli attori più versatili della sua generazione. Nel 1993 diede vita al personaggio di Doc Holliday nel western Tombstone, diretto da George Pan Cosmatos, recitando al fianco di Kurt Russell. Nel 1995 vestì i panni di Bruce Wayne nel cinecomic Batman Forever di Joel Schumacher, raccogliendo l’eredità di Michael Keaton e confrontandosi con villains interpretati da Tommy Lee Jones e Jim Carrey. Nello stesso anno prese parte al cast stellare di Heat – La sfida, thriller diretto da Michael Mann, nel quale condivise lo schermo con leggende del calibro di Al Pacino e Robert De Niro, interpretando il ruolo di Chris Shiherlis, esperto di demolizioni e rapinatore di banche.

Il nuovo millennio vide Kilmer impegnato in produzioni di diverso spessore e successo, dalle quali emerse comunque la sua capacità di caratterizzare personaggi complessi e sfaccettati. Nel 2003 interpretò il controverso attore pornografico John Holmes nel thriller Wonderland, al fianco di Kate Bosworth, mentre nel 2006 si riunì per la terza volta con il regista Tony Scott per il film Déjà vu – Corsa contro il tempo. La sua ultima apparizione sul grande schermo risale al 2022, quando tornò a vestire i panni dell’iconico Iceman in Top Gun: Maverick, sequel del film che trentasei anni prima lo aveva reso celebre. Per questa interpretazione, data l’impossibilità dell’attore di parlare normalmente a causa degli interventi subiti alla gola, la produzione fece ricorso alla tecnologia dell’intelligenza artificiale per ricreare la sua voce originale, consentendogli così di completare un simbolico cerchio professionale.

Sul versante personale, Kilmer conobbe l’attrice Joanne Whalley sul set del film Willow nel 1988, sposandola nel marzo dello stesso anno. Dal matrimonio, conclusosi con un divorzio nel 1996, nacquero due figli: Mercedes nel 1991 e Jack nel 1995. Quest’ultimo ha seguito le orme paterne dedicandosi alla recitazione e prestando la propria voce come narratore nel documentario biografico Val, prodotto nel 2021 da Leo Scott e Ting Poo, opera dedicata alla vita e alla carriera dell’attore che ha offerto uno sguardo intimo e autentico sulle sfide affrontate da Kilmer, compresa la difficile battaglia contro il cancro.

Oltre alla recitazione, Kilmer coltivò anche altre passioni artistiche: pubblicò due raccolte di poesie, tra cui My Edens After Burns, e nel 2012 ottenne una nomination ai Grammy Awards per l’album di spoken word per The Mark of Zorro, dimostrando una versatilità creativa che andava oltre l’interpretazione cinematografica. Con la scomparsa di Val Kilmer, Hollywood perde non solo un interprete di straordinario talento, ma anche un artista che ha saputo reinventarsi continuamente attraverso scelte coraggiose e personaggi indimenticabili, lasciando un’impronta significativa nella storia del cinema contemporaneo.